venerdì 11 maggio 2018

al loro ricordo

Chi rimane per sempre nel cuore non muore mai.

Le mie insostituibili e indimenticabili Lulù e Panna, dolcissime e  perfette compagne che hanno camminato al mio fianco per un breve tratto della vita, come angeli amorevoli mandati dal cielo. Ogni cane sa amare in modo speciale e non arriva mai per caso nella vita, perché anche la più piccola delle creature può insegnarci grandi cose. Se sapremo cogliere gli insegnamenti che gli animali ci danno, scoprendo il loro linguaggio sconosciuto, potremo allargare i nostri orizzonti, guardare con altri occhi, sentire con un cuore diverso, allora sì che potremo rispettare ogni forma di vita,  compiendo quel cammino di elevazione umana e spirituale cui tutti dovremmo aspirare per essere persone migliori.





giovedì 10 maggio 2018

Ebook Amazon Kindle -I racconti di Verde quiete - tra boschi e sentieri

Per tutti coloro che vogliono ascoltare  la poesia del cuore, è arrivata su Amazon Kindle Store la versione ebook del mio libro illustrato "I RACCONTI DI VERDE QUIETE - tra boschi e sentieri" Un piccolo libro scritto e illustrato per amare e rispettare la natura e gli animali che molto hanno da insegnarci. Al costo di euro 4,90 si può scaricare con un click e leggere con l'App Kindle gratuita scaricabile dalla pagina libro. 

"Cosa c'è di più bello al mondo delle piante, dei fiori, dei paesaggi naturali e degli animali? In essi sono racchiusi infiniti universi da scoprire, per diventare persone migliori"



  

giovedì 5 aprile 2018

Spring is coming

ANNUNCIO DI PRIMAVERA

Non si può dire che sia ancora primavera visto il clima non proprio mite e i cieli plumbei che sovrastano Verde quiete . Ormai il calendario è inattendibile, tanto per ricordarsi che la natura è libera di fare quello che vuole, alla faccia di regole e previsioni di stagione, la meteorologia non è una scienza esatta e non vi è nulla di certo e matematico nella vita. Stavolta il tempo "che fa" è una metafora. Quindi, meglio attingere le massime verità filosofiche indagando l'immaginazione. Tante volte ci si azzecca. Anche nel vedere uno scoiattolo che si dondola su un'altalena sospesa nel cielo che annuncia: "SPRING IS COMING". Ma la  primavera, testarda e timida,  si fa desiderare, ed elargisce i suoi doni con parsimonia. Fa capolino dietro una nuvola grigia, illuminando la valle con un caldo raggio di sole, per poi scomparire subito.
Le sue prime gemme spuntano dai rami secchi,  monti e valli si vestono di delicati colori, mentre l'inverno non se ne vuole andare. Ogni cambiamento e passaggio è inquieto e agitato, nulla vuole cedere il passo, ma alla fine la primavera esploderà incantandoci come sempre con i suoi effetti speciali.



venerdì 16 marzo 2018

STAMPARE DAL DIGITALE

"Mafalda Coniglietti di Verde Quiete"
illustrazione digitale
eseguita con tavoletta grafica Intuos Medium Pen and Touch 



Quando ho iniziato a lavorare in digitale, circa tre anni fa, mi sono subito dotata di strumenti minimi per muovere i primi passi in un mondo fino ad allora per me sconosciuto.Con una spesa minima di euro184 ho acquistato una tavoletta grafica Wacom Pen and Touch M (oggi non più in commercio) ed ho fatto un corso per imparare l'illustrazione digitale pittorica. Certo, è ben diverso maneggiare tubetti e pennelli, sporcarsi le mani con i colori, temperare le matite, comporre le tonalità  e ottenere il risultato, magari dopo aver buttato ore di lavoro per uno sbaglio banale.Tutte cose che  a pensarci, sembrano ormai appartenere alla preistoria. E cosa dire della progettazione? Addio a righe, squadre e compassi, niente più imprecazioni per tagli storti e taglierini spuntati, dita ferite, righe sbilenche, calcoli matematici e millimetri mancanti. E cosa dire dello spazio scrivania, vuoi mettere l'ingombro minimo di una tavoletta grafica? Insomma, all'inizio si è recalcitranti, ma poi, pian piano, i pregiudizi cadono e si fa pace con il monitor e la tastiera, anche se rimane un altro annoso problema: stampare le  illustrazioni su carta. Personalmente, ho provato a farmi stampare alcune illustrazioni in una normale tipografia, i risultati erano a volte accettabili, altre volte deludenti, anche perché in una tipografia commerciale è difficile trovare macchine per stampe Fine Art che  si avvalgono di un procedimento ad alta definizione, utilizzando inchiostri e carte speciali. I prezzi delle Fine Art non sono altissimi, e variano secondo il formato; per esempio, una illustrazione formato 30x30cm su carta Epson Ultrasmooth 250 gr. può costare 8,50 euro, ma se sceglie il formato A3 diventa il doppio e anche più. Il problema è che le stamperie Fine Art non si trovano ovunque, quindi, bisogna rivolgersi al web, calcolando anche  le spese di spedizione. Per fare un esempio, la mia stampa Fine Art di Mafalda Coniglietti (sopra) mi è costata complessivamente circa 23 euro comprese spese di spedizione e Iva.
Consiglio, quindi, di stampare in Fine Art poche illustrazioni, magari quelle che ci piacciono di più, poco per volta,  per ammortizzare i costi. Per il proprio portfolio mobile, si possono caricare le immagini in un tablet e mostrarle all'occorrenza come slide. Certo, l'emozione di vedere le proprie creature su un foglio di carta è unica. Per quanto riguarda la mia Mafalda Coniglietti, ora si trova  appesa alla parete del mio soggiorno e sembra guardarmi con gratitudine. Sono contenta di averla fatta uscire dallo schermo di un freddo monitor per renderla viva, reale e presente nella mia vita quotidiana.







giovedì 1 marzo 2018

Il self publishing


SELF PUBLISHING: QUANDO E' LA SCELTA MIGLIORE

In questo post voglio parlare della mia esperienza con il self publishing, affrontando i molti pregiudizi che ruotano intorno a questa tipologia di produzione libraria. Diciamocela francamente, non bastano studi, riconoscimenti e pubblicazioni, la vita lavorativa dell' illustratore è alquanto precaria. Il nostro non è considerato nemmeno un lavoro, soprattutto in Italia. Per questo, molti illustratori per vivere sono costretti a fare tutt'altro, anche se il "vizio" di illustrare non lo perdono e ogni tanto provano a proporre i loro lavori agli editori, scontrandosi con porte chiuse e muri di gomma della piccola e media editoria.  Allora, perché continuare a collezionare i  proverbiali "le faremo sapere" o ad aspettare risposte che non arriveranno mai, sapendo che: 
-  L'EDITORE non guarderà mai il vostro progetto a meno che   non gli venga segnalato dal critico, autore, professore, tal dei tali.
- Non  considererà mai il vostro progetto a meno che non siate un nome  già affermato con migliaia di copie vendute;
- Non avrà alcun interessa al vostro libro se non gli assicurate la vendita tramite scuole, librerie, fiere, mercati, rotary club e compagnia cantando ovvero facendo il doppio lavoro di autore, illustratore e rappresentante non pagato. 
- Non scaricherà i vostri file quando glieli spedirete, tanto per ricordarvi che se non avete santi in paradiso, ma avete solo un cv lungo e largo come l'America, una ventina di corsi e stage di specializzazione, menzioni d'onore, pubblicazioni, segnalazioni, vi siete dimenticati che siete in Italia dove la meritocrazia e lo studio non valgono una cippa.
- "Bene che vada" se la vostra opera sarà di suo interesse vi potrete aspettare una proposta di pubblicazione non retribuita, se non con il 2-3% di royalties sul venduto (sempre che vi diate da fare da soli a vendere le copie stampate on demand) magari dopo aver sottoscritto un contratto vessatorio in cui vi si chiede la cessazione dei diritti di utilizzo per vent'anni e l'acquisizione degli originali, come mi è capitato anni fa, rifiutando, la proposta di una piccola casa editrice  furbetta.
- Nessun editore vi darà una rendicontazione in tempo reale del venduto  con le  percentuali che vi spettano, se avrete accettato un contratto con pagamento in royalties;
E potrei andare avanti per ore nell'elencare i motivi per cui se non avete la fortuna di trovare un mecenate è meglio non illudersi di pubblicare senza aspettarsi qualche fregatura. 
Insomma, per tutto quanto ciò premesso, sarebbe ora che certi editori di cui il marcato è pieno,abbiano più rispetto anche per il loro di lavoro, finendola con lo sfruttare e umiliare gli artisti che con il loro lavoro dovrebbero vivere. Dietro un libro c'è un duro lavoro fatto di competenze e studio, ma ahimé, permane la convinzione che chi "disegna" o "scrive" lo faccia per divertimento.
Spesso parlando con piccoli editori in occasione delle varie fiere del libro, mi sono sentita rispondere: "Non possiamo permetterci di pagare gli illustratori, il nostro è un settore difficile, in crisi, non riusciamo ad avere ricavi nemmeno per noi stessi..."
Beh, non mi sembra un valido motivo per chiedere soldi a chi vuole pubblicare, né per chiedere agli autori di svendere il frutto del proprio lavoro creativo.
Provate a dire ad un falegname, idraulico, muratore o chi sia: "Sa non ho soldi per pagarla, però posso farle pubblicità e mandarle altri clienti in futuro". 
Riguardo alla pubblicità promessa da certi editori  appellandosi al luogo comune del "tutto fa curriculum" è quanto di più falso possa esistere, chi accetta di lavorare gratis o sotto pagato, finirà col danneggiare se stesso e la propria categoria e non avrà nessun tornaconto. Inoltre, ci saranno sempre editori che si sentiranno legittimati ad usare questo sistema perché tanto qualcuno che  accetterà lo troveranno sempre.
Tutto questo preambolo per arrivare ad una logica conclusione:
 "se devo essere pubblicata da un piccolo editore che non venderà mai il mio libro, che mi sottoporrà un contratto vessatorio con cessione di diritti a tot anni, che non mi farà mai vedere le rendicontazioni delle vendite, che finge di stampare 500 copie e invece ne stampa solo una on demand, che al peggio mi chiede pure l'acquisto minimo di un tot di copie e non distribuirà mai il libro, beh, allora tanto vale auto pubblicarsi, almeno non mi sento presa in giro e il mio lavoro non subirà gratuite mortificazioni da parte di chi spesso s'improvvisa esperto editore ed art director  senza  alcuna cognizione di causa. Dal mio canto,  ho deciso di pubblicare "I racconti di Verde quiete"con  You Can Print,  mettendo l'opera in vendita sugli store online. YCP assicura un servizio di rendicontazione, report e monitoraggio in tempo reale delle vendite nell'area clienti del suo  sito e anche la distribuzione su ordinazione nelle librerie tramite Fast book. Soprattutto non illude gli autori perché dice subito, con chiarezza e onestà, che il libro te lo devi promuovere da solo, senza spacciarsi per un editore. Inoltre, nelle condizioni contrattuali non vi è alcuna cessione di diritti  ma solo l'utilizzo per la diffusione dell'opera ai fini della vendita. Dopo un anno dalla pubblicazione dell'opera, puoi decidere di farla ripubblicare da un editore (sempre che si riesca a trovarne uno affidabile) ritirandola dai circuiti di vendita. Ogni opera è pubblicata con un ISBN che periodicamente viene offerto in omaggio. 
Fin qui gli aspetti positivi, ma veniamo a quelli negativi che riguardano, comunque, ogni servizio di self publishing:
- dovrete impaginarvi il libro da soli e farne l'editing il che significa che se non avete un minimo di competenze sull'utilizzo di programmi di impaginazione grafica (Indesign, Xpress, etc...) dovrete rivolgervi a pagamento ad una tipografia o se siete fortunati potrete cercare tra i vostri amici e conoscenti qualcuno che abbia le giuste competenze;
- I libri illustrati sono i più difficili da realizzare, bisogna controllare la qualità delle immagini, tenuto presente che i self publishing usano la stampa digitale, quindi prima di mettere in vendita l'opera tramite il portale, è meglio ordinare una stampa per valutarne la qualità.
- L'impaginato dei libri illustrati con illustrazioni a doppia pagina deve essere attentamente valutato prima di procedere con la stampa per verificare che la rilegatura in spillato o brossura  non "mangi" parti importanti delle illustrazioni nel lato  interno delle pagine del libro.
-Il prezzo di copertina deve comprendere i ricavi sia per lo stampatore che per l'autore, tolto il costo di stampa;
Nel self publishing è naturale che il prezzo lieviti un po' rispetto ad un libro con tiratura tipografica in migliaia di copie, stampato e prodotto da una grande casa editrice che avrà la forza economica per pubblicizzarlo,distribuirlo e venderlo nelle librerie.
Gli aspetti  negativi sopra elencati sono comunque superabili grazie alla collaborazione che i servizi  più seri di self publishing assicurano, mettendo a disposizione dei clienti una chat diretta per risolvere ogni mancanza in fase di prestampa e pubblicazione.
Alla fine bisogna mettere sul piatto della bilancia pro e contro e valutare se percorrere o meno la strada del self publishing. 
Perché diciamocelo francamente, è ora di dare un segnale forte all' arroganza di una certa finta editoria sempre alla ricerca del facile guadagno, che  si nutre di sogni e bisogni, mortificando il merito, la creatività e il lavoro intellettuale di molti.


P.S. Gli illustratori e autori, all'estero, vengono pagati a compenso per lavoro da prestazione intellettuale. La situazioni di cui sopra è riferita all'Italia dove non si tengono minimamente in considerazione le pubblicazioni realizzate con gli editori esteri e dove le raccomandazioni e gli amici contano più di studio e merito. Ma non credo che tutto ciò sia una novità per noi italiani, piuttosto la regola voluta e consolidata nei secoli dei secoli con la compiacenza di chi accetta compromessi e scorciatoie.

Di seguito un elenco di piattaforme di self publishing, vi consiglio di valutare bene i  loro contratti e le percentuali che offrono agli autori, la trasparenza e chiarezza di rendicontazione,  gli strumenti di pubblicazione, gestione e monitoraggio delle vendite.
AMAZON, YOU CAN PRINT, STREET LIB, IL MIO LIBRO, LULU.












lunedì 26 febbraio 2018

La magica neve è arrivata a Verde quiete

Aspettavamo la primavera, invece, è arrivata la neve. Ci sono rimaste male pure le mie piante "frettolose" che non vedevano l'ora di vestirsi di fiori e gemme per accogliere la bella stagione. La mimosa prima di tutto, illusa dai primi tepori di un inverno che sembrava essersi risparmiato. L'ho trovata piegata in due sotto  il carico di neve; per rimetterle in piedi ho dovuto faticare non poco, raddrizzandola con l'aiuto di una canna che ora sorregge il suo esile e giovane fusto.  E certo non lo sapeva nemmeno l'albicocco che aveva visto spuntare le rosee gemme dai suoi rami stecchiti. 


Ma il tempo è tutto matto, e cambia idea facilmente. Così eccoci a spalare neve a fine febbraio quando in campagna gli alberi sono già in fiore. Comunque sia, la natura è magica e incantata ed oggi è un'opera d'arte che non ha uguali nello stupore della candida neve.


VERDE QUIETE INNEVATA 


PINO PINETTO

COTONASTRO


ORTENSIE E DATURE AL RIPARO


L'albicocco che credeva fosse già primavera



giovedì 21 dicembre 2017

La nostra società specista e ipocrita si riempie la bocca di pace, amore e bene, ancor più in occasione delle Feste comandate.  La stessa società che festeggia il Natale banchettando con la carne di animali innocenti morti ammazzati per mano umana.Tutti sanno cosa accade nei macelli e nei mattatoi, ma si finge di non sapere, vigliaccamente s'ignora, perché così fa comodo. Ed è ancora più inaccettabile che tale barbarie sia considerata "legale e normale" oltre che necessaria. Milioni di vegetariani e vegani nel mondo non sono fanatici e integralisti, ma gente civile e normale che ha capito che senza carne si può vivere, perché ciò di cui abbiamo bisogno lo troviamo in molti altri alimenti nutrienti e salutari che non sono costati la vita ad esseri senzienti e viventi.
Nessuno ha diritto di uccidere nessuno, tanto meno con la scusa di una necessità alimentare. Non ci sono scuse, non ci sono "ma" né giustificazioni, se non l'immane egoismo, insensibilità e crudeltà dell'essere umano. Ogni vita merita rispetto e parafrasando Francesco Guccini nella sua bella canzona Auschwitz "mi chiedo quando sarà che l'uomo imparerà a vivere senza ammazzare". E mi chiedo anche se davvero l'uomo è quell'essere super intelligente che crede. Essere vegetariani non è solo una scelta alimentare ma un mettere in atto concretamente i valori che ci rendono davvero umani.